Cpr Bari – Palese

?

Staff

1

Strutture

63

Posti disponibili

61

Beneficiari accolti

Dati aggiornati alla visita sul campo del 24/11/2023
Ente gestore al 24/11/2023: Coop. Soc. Badia Grande

Il centro è collocato in un’area extraurbana nei pressi della Guardia di Finanza e dell’aeroporto internazionale Karol Wojtyla. E’ possibile accedere alla struttura proseguendo su Viale Europa; una volta oltrepassato l’ingresso della Guardia di Finanza – Legione Allievi Finanzieri, si dovrà svoltare a sinistra e percorrere un viale alla fine del quale si trova il cancello principale di accesso al centro.
La struttura, delimitata interamente da mura di cemento armato alte circa 6 metri, è presidiata dalle forze armate e dalle forze dell’ordine.
Il centro è costituito da un unico fabbricato, di forma rettangolare e ripartito in complessivi dieci moduli, sempre in cemento. Al suo interno, l’edificio è così strutturato.
Vi è un lungo e unico corridoio centrale costeggiato ambo i lati dai singoli moduli cinque a destra e cinque a sinistra, aventi ognuno la propria porta di accesso.
Tre moduli sono destinati a uso ufficio. Il primo è quello subito a sinistra, dedicato agli uffici dell’ente gestore: sono presenti le sale colloquio per gli assistenti sociali, psicologi e avvocati, l’ufficio della direttrice del centro. Adiacente a questo primo modulo, sulla sinistra è presente una porta che fa da ingresso a un ulteriore piccola sala. Si tratta della sala di accettazione, nella quale sono accolte le persone al loro arrivo. E’ arredata con due tavoli e sei sedie a gruppi di tre.
Una volta entrati nella sala, sulla parete sinistra vi è la porta di ingresso dell’infermeria, a cui però è possibile accedere anche da un secondo ingresso che è direttamente comunicante con il primo modulo adibito a uffici dell’ente.
L’infermeria è dotata di un lettino, un lavandino, una bilancia, un armadietto, oltre che della postazione scrivania ad uso della medica di turno.
I farmaci quali calmanti e sedativi (metadone, contramal) sono invece custoditi in un armadietto chiuso da un lucchetto, ubicato in un’anticamera alla destra della sala di accettazione, a sua volta chiusa a chiave. Affisso alla porta dell’infermeria c’è un foglio sul quale sono indicati gli orari previsti per la somministrazione delle terapie (09.30/10.30 -19.30/20.30) tradotto in arabo e in inglese.
Sul lato destro del corridoio, in corrispondenza del modulo dedicato all’ente gestore, c’è un modulo riservato agli uffici della Prefettura e della Questura.
Oltre questi primi due moduli e l’infermeria, percorrendo il corridoio centrale troviamo una porta che separa questa zona dai restanti otto moduli. Il primo sulla sinistra è utilizzato sempre per funzioni amministrative dall’ente gestore, mentre gli altri sette sono normalmente dedicati ad uso alloggiativo per le persone trattenute nella struttura. al momento della visita, dei complessivi sette moduli, solo quattro sono in uso, gli altri tre sono inagibili a causa del loro danneggiamento, avvenuto in occasione di una protesta che ha generato l’appiccamento di un incendio. (avvenimento la cui data non viene specificata dall’ente gestore).
La capienza dei moduli in utilizzo è cosi distribuita: in tre moduli sono presenti 18 persone, nel quarto modulo la capienza è dimezzata a 9 posti, a causa del danneggiamento di alcune finestre, avvenuto in occasione di una protesta scatenata dai detenuti a seguito della notizia di una proroga di trattenimento (data non riferita).
L’area perimetrale dei soli setti moduli ad uso alloggiativo è delimitata da reti esterne, per evitare fughe. Ogni modulo ha una grandezza di circa 25 mq nei quali sono distribuiti i posti letto, i bagni e una sala comune adibita a zona socialità e luogo nel quale devono essere somministrati i pasti.
Le porte di accesso ai moduli per le persone trattenute sono di ferro e sono tutte provviste di un piccolo lucernario a chiusura rapida con chiavistello esterno al fine di permettere al personale dell’esercito o polizia o carabinieri di poter osservare ciò che accade nel modulo.
Tra un modulo e l’altro è presente un piccolo cortile di cemento a cui le persone accedono direttamente dai propri moduli. I cortili sono privi di qualunque tipo di arredo o copertura e sono delimitati da sbarre di ferro.
I cortili si affacciano internamente lungo il corridoio centrale dell’edificio, e sono sempre a vista essendoci delle finestre con le sbarre lungo le pareti, per permettere alle forze dell’ordine di poter controllare le persone, mentre si trovano nel cortile.
Le uniche aree comuni sono una sala, denominata “scuola”, della capienza massima di 5 persone per volta, teoricamente finalizzata allo svolgimento di attività ricreative. Aula a tutti gli effetti inutilizzata non essendo previsto lo svolgimento di attività alcuna. Anche i corsi di italiano sono stati sospesi a seguito dell’entrata in vigore del decreto c.d Cutro.
Esternamente è presente un campo da calcio, l’ente riferisce che non è utilizzato da tempo per ragioni di sicurezza.

Il centro è collocato in un’area extraurbana nei pressi della Guardia di Finanza e dell’aeroporto internazionale Karol Wojtyla. E’ possibile accedere alla struttura proseguendo su Viale Europa; una volta oltrepassato l’ingresso della Guardia di Finanza – Legione Allievi Finanzieri, si dovrà svoltare a sinistra e percorrere un viale alla fine del quale si trova il cancello principale di accesso al centro.
La struttura, delimitata interamente da mura di cemento armato alte circa 6 metri, è presidiata dalle forze armate e dalle forze dell’ordine.
Il centro è costituito da un unico fabbricato, di forma rettangolare e ripartito in complessivi dieci moduli, sempre in cemento. Al suo interno, l’edificio è così strutturato.
Vi è un lungo e unico corridoio centrale costeggiato ambo i lati dai singoli moduli cinque a destra e cinque a sinistra, aventi ognuno la propria porta di accesso.
Tre moduli sono destinati a uso ufficio. Il primo è quello subito a sinistra, dedicato agli uffici dell’ente gestore: sono presenti le sale colloquio per gli assistenti sociali, psicologi e avvocati, l’ufficio della direttrice del centro. Adiacente a questo primo modulo, sulla sinistra è presente una porta che fa da ingresso a un ulteriore piccola sala. Si tratta della sala di accettazione, nella quale sono accolte le persone al loro arrivo. E’ arredata con due tavoli e sei sedie a gruppi di tre.
Una volta entrati nella sala, sulla parete sinistra vi è la porta di ingresso dell’infermeria, a cui però è possibile accedere anche da un secondo ingresso che è direttamente comunicante con il primo modulo adibito a uffici dell’ente.
L’infermeria è dotata di un lettino, un lavandino, una bilancia, un armadietto, oltre che della postazione scrivania ad uso della medica di turno.
I farmaci quali calmanti e sedativi (metadone, contramal) sono invece custoditi in un armadietto chiuso da un lucchetto, ubicato in un’anticamera alla destra della sala di accettazione, a sua volta chiusa a chiave. Affisso alla porta dell’infermeria c’è un foglio sul quale sono indicati gli orari previsti per la somministrazione delle terapie (09.30/10.30 -19.30/20.30) tradotto in arabo e in inglese.
Sul lato destro del corridoio, in corrispondenza del modulo dedicato all’ente gestore, c’è un modulo riservato agli uffici della Prefettura e della Questura.
Oltre questi primi due moduli e l’infermeria, percorrendo il corridoio centrale troviamo una porta che separa questa zona dai restanti otto moduli. Il primo sulla sinistra è utilizzato sempre per funzioni amministrative dall’ente gestore, mentre gli altri sette sono normalmente dedicati ad uso alloggiativo per le persone trattenute nella struttura. al momento della visita, dei complessivi sette moduli, solo quattro sono in uso, gli altri tre sono inagibili a causa del loro danneggiamento, avvenuto in occasione di una protesta che ha generato l’appiccamento di un incendio. (avvenimento la cui data non viene specificata dall’ente gestore).
La capienza dei moduli in utilizzo è cosi distribuita: in tre moduli sono presenti 18 persone, nel quarto modulo la capienza è dimezzata a 9 posti, a causa del danneggiamento di alcune finestre, avvenuto in occasione di una protesta scatenata dai detenuti a seguito della notizia di una proroga di trattenimento (data non riferita).
L’area perimetrale dei soli setti moduli ad uso alloggiativo è delimitata da reti esterne, per evitare fughe. Ogni modulo ha una grandezza di circa 25 mq nei quali sono distribuiti i posti letto, i bagni e una sala comune adibita a zona socialità e luogo nel quale devono essere somministrati i pasti.
Le porte di accesso ai moduli per le persone trattenute sono di ferro e sono tutte provviste di un piccolo lucernario a chiusura rapida con chiavistello esterno al fine di permettere al personale dell’esercito o polizia o carabinieri di poter osservare ciò che accade nel modulo.
Tra un modulo e l’altro è presente un piccolo cortile di cemento a cui le persone accedono direttamente dai propri moduli. I cortili sono privi di qualunque tipo di arredo o copertura e sono delimitati da sbarre di ferro.
I cortili si affacciano internamente lungo il corridoio centrale dell’edificio, e sono sempre a vista essendoci delle finestre con le sbarre lungo le pareti, per permettere alle forze dell’ordine di poter controllare le persone, mentre si trovano nel cortile.
Le uniche aree comuni sono una sala, denominata “scuola”, della capienza massima di 5 persone per volta, teoricamente finalizzata allo svolgimento di attività ricreative. Aula a tutti gli effetti inutilizzata non essendo previsto lo svolgimento di attività alcuna. Anche i corsi di italiano sono stati sospesi a seguito dell’entrata in vigore del decreto c.d Cutro.
Esternamente è presente un campo da calcio, l’ente riferisce che non è utilizzato da tempo per ragioni di sicurezza.

Criticità

  • La configurazione degli spazi e alle condizioni materiali del centro : Il  cpr sorge in un’area totalmente isolata e militare. La sensazione prevalente è quella di una situazione di abbandono e di invisibilità sociale.  I cpr nati come luoghi pensati per una accoglienza di breve periodo, negli anni si sono trasformati sempre più in luoghi di lungo trattenimento. Le strutture però non sono state adeguate alla dilatazione temporale della permanenza. Il centro di Bari Palese è configurato come un luogo di detenzione a tutti gli effetti, dall’estetica fedelmente simile a quella di un istituto penitenziario con ancor più scarsa attenzione alla salubrità dei luoghi e degli spazi all’aperto destinati a una possibile attività fisica  o destinati alla socialità. Non sono nemmeno presenti spazi adibiti a luoghi di culto. 
  • L’assenza di attività: la mancata previsione di attività di qualsivoglia natura resta un problema di grande rilevanza. La norma prevede una proroga detentiva fino a un massimo di diciotto mesi. In questo arco temporale non è previsto lo svolgimento di nessuna  attività. A seguito delle modifiche normative intervenute con il decreto Cutro, nel CPR di Bari è stato anche sospeso lo svolgimento delle lezioni di lingua italiana.  Le persone trattenute trascorrono le loro giornate chiuse in celle sovraffollate, senza possibilità di azione. Questo aspetto peggiora notevolmente la permanenza all’interno del centro. Questo stato di apatia determina un costante aumento della richiesta di psicofarmaci da parte delle persone trattenute. Gli atti di autolesionismo attuati sono all’ordine del giorno; i detenuti cercano di ferirsi con oggetti di fortuna, procurandosi tagli alle braccia, alla gola, provando a suicidarci con atti di impiccagione. 
  • La tutela del diritto alla salute: la gestione del poliambulatorio all’interno dei cpr è affidata, come del resto in tutte le tipologie di centri, all’Ente gestore. A tal proposito si è riscontrata spesso una carenza in riferimento alle verifiche che riguardino il certificato di idoneità alla vita in comunità ristretta,che il medico della struttura deve rilasciare ai cittadini stranieri presenti nel centro, finalizzato appunto alla possibilità che il trattenuto sia detenuto o meno.  E’ stato rilevato che le visite di idoneità preliminari all’ingresso talvolta non vengono realizzate in Ospedale o comunque all’interno di un presidio sanitario pubblico. Anzi spesso le persone in ingresso dai CPR le quali sono state direttamente trasferite da un hotspot, arrivano già con un certificato rilasciato dal medico dell’ente gestore della struttura precedente, il quale viene riconfermato senza che si proceda a una nuova visita. La scelta organizzativa di affidare a un soggetto privato l’erogazione di un simile servizio, già di per sé potenzialmente problematica, appare ancora più grave in riferimento alle prassi attuative che avvengono nella realtà. 
  •  La libertà di corrispondenza telefonica: all’interno del cpr non è consentito l’utilizzo di telefoni cellulari; l’ente gestore riferisce che alcuni detenuti sono in possesso di telefoni privi di connessione dati internet, videocamera, fotocamera. Hanno la possibilità di telefonare o di videochiamare  presentando una richiesta formale all’ente almeno con 24 ore di preavviso
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